Tutto Carmagnola

Indice

1. La Storia di Carmagnola
2. Le chiese e il castello
3. Le dimore nobiliari
4. I musei
5. I prodotti agroalimentari della tradizione
6. Il parco Cascina Vigna
7. Il bosco del Gerbasso
8. Le manifestazioni

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1. La Storia di Carmagnola

I primi riferimenti storici documentati relativi a Carmagnola risalgono all’anno 1.000, quando la città era sotto la giurisdizione arduinica. Nel corso del XII secolo venne assoggettata dal Marchesato di Saluzzo, con un successivo periodo di sviluppo in cui, grazie alla posizione strategica, aumentò la sua importanza commerciale e culturale.

A partire dal 1500 Carmagnola conobbe un periodo di decadenza segnato da invasioni, saccheggi e pestilenze; durante l’epidemia del 1522 i carmagnolesi fecero un primo voto di devozione alla Vergine Immacolata. Con la vittoria dei Francesi sugli Spagnoli nella battaglia di Ceresole (1544) si concluse il dominio dei Marchesi di Saluzzo, seguito da un quarantennio di occupazione transalpina. Carmagnola, con la costruzione di una seconda cinta muraria con bastioni, divenne una piazzaforte fortificata.

La città passò poi sotto il regno sabaudo nel 1588, quando Carlo Emanuele I di Savoia la sottrasse ai Francesi. Questi ultimi la riconquistarono nel Seicento, nel corso della guerra civile tra Principisti e Madamisti. Nel giugno del 1630, Carmagnola patì una seconda epidemia di peste che indusse i cittadini a rinnovare il voto alla Vergine.

Nel 1691 la città ritornò sotto il dominio dei Savoia, grazie a Vittorio Amedeo II. L’importanza strategica di Carmagnola venne meno in seguito alla demolizione delle fortificazioni, dando così origine ad uno sviluppo agricolo e commerciale che – attraverso il periodo di industrializzazione del secondo dopoguerra – l’accompagnerà fino ai giorni nostri. L’insediamento degli stabilimenti siderurgici di Fiat e Teksid degli anni ’60 ha comportato un intenso fenomeno migratorio, con un rapido incremento demografico della città. Oggi Carmagnola conta su 28.000 abitanti ed è un affermato centro agricolo, commerciale e di servizi, con un’importante tessuto di imprese artigianali ed industriali.

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2. Le chiese e il castello

La chiesa più nota e visitata di Carmagnola è sicuramente quella della Collegiata che ha compiuto nel 2014 i 500 anni dalla consacrazione. Per localizzare la sua posizione, quella del castello o quella delle altre numerose chiese che meritano una visita (contraddistinte dalle sigle da C1 a C6)

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Abbazia di Santa Maria di CasanovaC1 Abbazia di Santa Maria di Casanova
Piazza Antica Abbazia – frazione Casanova

Ricca di capolavori, l’Abbazia cistercense di Santa Maria (1150) -sede del Museo di Arte Sacra- costituisce uno dei primi esempi di gotico in Piemonte, con successivi rimaneggiamenti barocchi. Per diversi secoli l’Abbazia fu prestigioso luogo di culto, il declino iniziò dal 1642 con alcuni saccheggi, fino alla soppressione con decreto papale del 1792. Della fondazione originaria resta oggi soltanto la chiesa, con facciata rifatta nel 1680, mentre il monastero fu riedificato tra il 1743 e il 1753 a causa di un incendio. La Cripta, destinata alla sepoltura dei monaci, reca splendidi affreschi (1688) di Domenico Guidobono.

 

Chiesa della Collegiata dei SS. Pietro e PaoloC2 Chiesa della Collegiata dei SS. Pietro e Paolo
Piazza Verdi

Chiesa costruita dall’architetto Giorgino Costanza di Costigliole tra il 1492 e il 1514 in stile gotico-romanico successivamente rimaneggiata in epoca barocca.. La facciata -un tempo in mattoni a vista- è stata riplasmata nel 1894. Ha tre navate, con dieci cappelle laterali e due in capo. Notevole la Cappella dell’Immacolata Concezione, di straordinaria ricchezza decorativa, dedicata alla Vergine in occasione del voto del 1630. L’altare maggiore è ricco di stucchi e marmo pregiati. Ai lati del portale maggiore, i due panconi della Compagnia delle Anime, che si dedicava all’assistenza ai moribondi.

 

Chiesa della Confraternita di San Rocco

C3 Chiesa della Confraternita di San Rocco
Via Valobra

Chiesa edificata grazie alla Confraternita di San Rocco (istituita nel 1630 per assistere gli appestati), su progetto di Francesco Lanfranchi tra il 1668 e il 1745 usando i mattoni della cinta muraria. Campanile e facciata barocca sono barocchi, con impianto a croce greca e vano centrale sormontato da un’armoniosa cupola barocca. L’organo, opera di Giacomo Filippo Landesio, risale al 1751 ed è collocato al di sopra del portale d’ingresso.

 

Chiesa di Santo AgostinoC4 Chiesa di Sant’Agostino
Piazza S. Agostino

Chiesa edificata tra il 1406 e il 1437, con abside, lato est e campanile di marcata connotazione gotica. All’interno sono evidenti le sovrapposizioni barocche. Nella parte absidale è collocato il monumentale e prezioso coro ligneo, risalente al 1500. L’attuale facciata, originariamente in mattoni a vista, è stata ridisegnata in occasione dei restauri del 1835 curati da Pier Luigi Menochio, con due trofei laterali di inizio Novecento.

 

Chiesa di San Filippo

C5 Chiesa di San Filippo
Piazza Manzoni

Chiesa edificata con il materiale risultante dalla demolizione delle fortificazioni tra il 1715 e il 1739 e consacrata nel 1745, costituisce una splendida testimonianza di architettura barocca carmagnolese.
E’ a pianta rettangolare, con un’unica navata sulla quale si aprono quattro cappelle, due per lato. All’interno tele del Padre Filippino Ignazio Fassina. Ignoto il nome dell’architetto di questo bell’edificio barocco.

 

Castello

C6 Castello
Piazza Manzoni

Edificato nel XII secolo da Manfredo II, Marchese di Saluzzo, in parte distrutto dagli Spagnoli e ricostruito dai Francesi intorno alla metà del Cinquecento, dal 1700 al 1863, utilizzato come convento dai Padri Filippini. Caratterizzato da pianta quadrangolare con cortile interno ed accesso a ponte levatoio al posto dell’attuale Chiesa di San Filippo. Dotato di antica torretta circolare e di una torre di guardia del ‘400, con cella recante sui mattoni le tracce incise lasciate dai prigionieri, oggi sede del Comune.

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3. Le dimore nobiliari

Carmagnola è ricca di dimore nobiliari: le si incontrano camminando nell’affascinante centro storico che in alcuni angoli riporta il visitatore ai tempi medievali; queste sono contraddistinte dalle sigle da C7 a C10 e la loro localizzazione può essere facilmente individuata utilizzando la cartina.

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Casa Cavassa

C7 Casa Cavassa
Via Valobra angolo Via Benso

Palazzo nobiliare del XV secolo fatto erigere da Enrico Cavassa nel 1438 -la cui famiglia ricoprì le prime cariche politiche del Marchesato di Saluzzo- e tipico esempio di casa gentilizia rinascimentale, con il loggiato sul cortile interno, le sale affrescate con soffitto a cassettoni, i fregi architettonici in cotto e gli affreschi delle facciate principali. Straordinario e ricchissimo il suo apparato decorativo, sia a livello architettonico e sia a livello ornamentale e pittorico, in cui spicca il monocromo “corteo trionfale degli elefanti” risalente alla prima metà del Cinquecento ed ammirabile dalla Via Benso

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Casa delle Meridiane o Casa Piano

C8 Casa delle Meridiane o Casa Piano
Piazza Sant’Agostino

Palazzotto signorile edificato nel 1499 e dal 1551 appartenuto alla famiglia Cavassa. La facciata presenta uno straordinario complesso di affreschi con immagini allegoriche pagane e cristiane, motti, simboli e fregi decorativi, realizzati negli anni 1555-1557 e concepiti in funzione dei tre quadranti solari che vi sono inseriti.

 

Palazzo Lomellini

C9 Palazzo Lomellini
Piazza Sant’Agostino

Palazzo del XV secolo con rifacimenti in epoche successive. Dimora della famiglia Lomellini, divenne successivamente proprietà della Congregazione caritatevole di San Paolo che vi insediò il Monte di Pietà. Sulla facciata della torretta reca un affresco del Santo. Il piano nobile presenta ampi saloni con soffitti a cassettoni. Oggi sede della Galleria Civica di Arte Contemporanea.

 

Torre della musica

C10 Torre della musica
Via Giacinto Carena, 10

Palazzotto del Cinquecento che ospita la Società Filarmonica, custodisce un dipinto della patrona della musica Santa Cecilia.

 

 

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4. I musei

CarmamuseiNata nel 2004, Carmagnolamusei è la rete museale cittadina che riunisce cinque “luoghi di comunicazione della cultura e della tradizione carmagnolesi” – Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa, Museo Civico di Storia Naturale, Museo Civico Navale, Museo di Arte Sacra dell’Abbazia di Casanova, Museo Tipografico Rondani, Sinagoga – operanti sul territorio già da diverso tempo, ed ora riuniti in un sistema di gestione e promozione più organizzato e fruibile, interessante punto di attrazione per un turismo culturale diversificato.

Carmagnolamusei propone la visita dei principali musei carmagnolesi come viaggio alla riscoperta del territorio piemontese, secondo percorsi di visita personalizzati che inseriscono le diverse realtà museali, all’interno di un ambiente pensato come Ecomuseo del Territorio.

Le visite all’interno dei musei si intendono tutte accompagnate da personale addetto, mentre per la visita del Centro Storico, dell’Abbazia di Casanova e del Bosco del Gerbasso sono disponibili, a richiesta, servizi di guide turistiche e naturalistiche.

Pensati per le scuole e per chi desidera invece vivere i musei in modo più partecipato e attivo, sono disponibili inoltre proposte di laboratori didattici, realizzati a cura degli stessi musei. Per localizzare le posizioni dei musei contrassegnati con la sigla M consultare la mappa

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Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa

M1 Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa
Via Crissolo, 20 – fraz. San Bernardo
Tel. 011 97.21.491 – 33847.01.298 – www.comune.carmagnola.to.itmusei@comune.carmagnola.to.it
Giorni e orari di apertura: dal 1 aprile al 31 luglio e dal 1 settembre al 31 ottobre, Sabato e Domenica ore 15-18. La seconda domenica del mese ore 10-12 / 15-18. Visite su prenotazione in altri periodi.

Sotto una lunga tettoia del 1905, ultimo sentè ancora esistente nel borgo, è conservata e tramandata dal Gruppo Storico Cordai di San Bernardo la sapiente cura della lavorazione della canapa e della fabbricazione delle corde, una delle più antiche attività artigianali del territorio. Esposizione attrezzi usati dai cordai e di fibra, cordami e tessuti.
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Museo Civico di Storia NaturaleM2 Museo Civico di Storia Naturale
Via San Francesco di Sales, 188 – Cascina Vigna
Tel. 011 97.24.390 – www.storianaturale.orgmusnat@comune.carmagnola.to.it
Giorni e orari di apertura: dal 1 aprile al 31 luglio e dal 1 settembre al 31 ottobre, Sabato e Domenica ore 15-18. La seconda domenica del mese ore 10-12 / 15-18. Visite su prenotazione in altri periodi.

Sede del centro di vista del Parco Fluviale del Po, il museo presenta ricche collezioni di minerali, fossili, insetti, uccelli e mammiferi. L’esposizione è articolata in cinque sale, con fedeli ricostruzioni di ambienti con la loro flora e fauna; un grande plastico semovente esemplifica la formazione di una lanca (braccio morto del fiume). Vi si svolgono attività di sperimentazione e osservazione a diretto contatto con la natura grazie alla vicinanza a località di interesse naturalistico quali la Riserva naturale della Lanca di San Michele o il Bosco del Merlino a Caramagna Piemonte, uno degli ultimi lembi di vegetazione forestale tipica delle pianure piemontesi.

 

M3 Museo Civico Navale
Piazza Mazzini, 1
Tel. e Fax 011 97.21.492 – www.comune.carmagnola.to.itmusei@comune.carmagnola.to.it
Giorni e orari di apertura: dal 1 aprile al 31 luglio e dal 1 settembre al 31 ottobre, Sabato e Domenica ore 15-18. La seconda domenica del mese ore 10-12 / 15-18. Visite su prenotazione in altri periodi.

Il Museo testimonia l’antico legame con la lavorazione della fibra di canapa per la produzione di gomene per le navi. Quattro sezioni illustrano la vita quotidiana in mare: storia della Marina italiana, attività navali dall’Unità d’Italia, ambiente marino e modellismo navale.

 

Museo d'Arte Sacra dell'Abbazia di Casanova

M4 Museo di Arte Sacra dell’Abbazia di Casanova
Piazza Antica Abbazia – frazione Casanova
Tel. 011 97.95.082
Giorni e orari di apertura: dal 1 aprile al 30 giugno e dal 1 settembre al 31 ottobre, Domenica ore 15-18

Collocato nella sacrestia grande dell’Abbazia, con decorazioni a stucco e mobilio della fine del ‘600, presenta libri sacri, messali, vasi per l’olio santo degli infermi, paramenti sacri di scuola romana della seconda metà del XVII secolo (stola, manipolo, pianeta, copricalice e corporale) ed ostensori in argento risalenti al ‘700.

 

Museo Tipografico Rondani

M5 Museo Tipografico Rondani
Via Santorre di Santarosa, 12
Tel. 011 97.155.82 – www.museotipograficorondani.itinfo@museotipograficorondani.it
Giorni e orari di apertura: dal 1 aprile al 30 giugno e dal 1 settembre al 31 ottobre, Sabato e Domenica ore 15-18

Fondato nel 1921 da Giuseppe Rondani, il museo è situato nella plurisecolare Tipografia Scolastica. Attraverso esposizioni di macchine da stampa, edizioni antiche tra cui diverse cinquecentine, matrici xilografiche e calcografiche, incisioni e stampe viene illustrata la suggestiva storia della stampa, da Gutenbeg ai giorni nostri.

 

Sinagoga

M6 Sinagoga
Via Bertini, 8
Tel. 011 658585 – comebrato@libero.it
Giorni e orari di apertura: dal 1 aprile al 30 giugno e dal 1 settembre al 31 ottobre, Domenica ore 15-18

Ricavata nella seconda metà del Settecento al primo piano di una casa privata degli inizi del secolo, in quello che per alcuni secoli fu il ghetto ebreo, la Sinagoga di Carmagnola restò in funzione fino al 1938 ed ha mantenuto intatta fino ad oggi la sua configurazione originaria, dalla sobrie linee esterne. La sala di preghiera, cui si accede attraverso un vestibolo, è costituita da un ampio locale circondato alla sommità da decorazioni barocche in stucco. Sulla parete orientale si trova l’Aròn ha kodesh, l’Arca Santa, mobile scolpito e dipinto in cui sono riposti gli arredi sacri e i libri di legge. Al centro della sala si trova il pulpito (Tevà o Bimah), con i banchi disposti lungo le pareti esterne.

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5. I prodotti agroalimentari della tradizione

Carmagnola vanta ben 6 prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.), riconosciuti dalla Regione Piemonte e contraddistinti da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo e omogenee per il territorio, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai 25 anni. Due tra i P.A.T. carmagnolesi – il Peperone e il Salame di Giora – fanno anche parte del Paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino, mentre l’ecotipo di Peperone Corno di Bue e il Coniglio Grigio sono Presidi Slow Food.

 

Il peperone di CarmagnolaIl peperone di Carmagnola

Appartenente alla famiglia delle Solanacee il Peperone è una pianta annuale a fusto eretto, con foglie ovali, fiori bianchi e bacche di vari colori. Specie esotica di origine sudamericana, il peperone trovò un ambiente pedo-climatico ideale nella zona di Carmagnola, dove viene coltivato con successo da oltre un secolo, con selezione di quattro ecotipi locali, appartenenti al Paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino:

 

  • Quadrato, con forma quadrata a tre o quattro punte, colore giallo o rosso, peso minimo di 250 g e spessore del pericarpo di almeno 4 mm. Di sapore dolce, è adatto al consumo crudo, ripieno e per preparazioni al forno;
  • Lungo o corno di bue, con forma conica molto allungata, colore giallo o rosso, peso minimo di 150 g e spessore del pericarpo di almeno 4 mm. Il sapore dolce, la polpa compatta e il colore molto stabile nei liquidi di conserva ne fanno il prodotto ideale per la conservazione. Nel 2000 è stato riconosciuto come prodotto da salvaguardare, con la costituzione del Presidio Slow Food del Peperone Corno di Carmagnola;
  • Trottola, dalla forma a trottola, con punta leggermente estroflessa o con punta troncata, colore giallo o rosso, peso minimo di 250 g e spessore del pericarpo di almeno 4 mm. Di sapore dolce, assicura alte rese in tutte le preparazioni culinarie;
  • Tumaticot, con forma compatta tondeggiante schiacciata ai due poli, colore giallo o rosso, peso minimo di 150 g e spessore del pericarpo almeno di 5 mm. Il sapore dolce e la polpa spessa lo rendono particolarmente adatto alla preparazione di antipasti e alla conservazione in agrodolce.

 

Il porro lungo dolce di CarmagnolaIl porro lungo dolce di Carmagnola

Il porro è una pianta ortiva appartenente alla famiglia delle Liliacee caratterizzata da lunghe foglie lanceolate. La parte basale della pianta (bulbo) composta da foglie sovrapposte ed inguainate, imbiancate in fase vegetativa e le foglie vere e proprie – che sono appiattite e carnose – si mangiano in vari modi o si usano come condimento per il loro sapore aromatico.

L’orticoltura carmagnolese può vantare una selezione locale di questo ortaggio, conosciuta come Porro lungo dolce di Carmagnola ed ottenuta da circa cinquant’anni grazie ad un’avveduta selezione di tipo massale, che ha trovato in una notevole parte del territorio carmagnolese (terreni sciolti, leggeri, alluvionali in particolare collocati sulla destra del fiume Po) un habitat ideale. Si ottengono infatti esemplari alti fino a 150 cm con la parte edule, imbiancata grazie alla parziale copertura con terra, che può raggiungere gli 85 cm di lunghezza, con una resa in cucina davvero elevata. Il peso di ogni porro varia da 100 a 300 g, con un diametro di 1,5-3 cm.La stagione di commercializzazione va da ottobre a fine marzo.

 

Il formaggio del fienoIl formaggio del fieno

Tipica produzione dei margari che svernavano nelle cascine di pianura in attesa di tornare sugli alpeggi, è un formaggio a pasta compatta con piccole occhiature, ottenuto tramite coagulazione presamica di latte vaccino intero. Ha forma cilindrica, con diametro di 20-40 cm e scalzo di 8-10 cm. Il peso varia dai 3 ai 6 kg, la pasta è compatta e consistente. La crosta assume un discreto spessore, con una colorazione bruna più o meno intensa. Il sapore è moderatamente piccante e salato. Il Formaggio del fieno, prodotto esclusivamente dalla Cascina Bricco di Antonio Villois, viene consumato dopo almeno 80 giorni di stagionatura che avviene ponendo le forme su assi di legno ed avvolgendole in fieno di montagna ricco di essenze foraggere aromatiche.

 

Il salame di Giora di CarmagnolaIl salame di Giora di Carmagnola

Il Salame di Giora (pronuncia: giura) fa parte del Paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino e rappresentava uno dei prodotti secondari degli allevamenti bovini di razza Piemontese: quando l’allevatore, ritenendo non più idonea una vacca per la riproduzione, dava inizio per quest’ultima, denominata Giora, ad una fase di ingrassamento che tradizionalmente si chiudeva all’entrata nella stagione invernale, contemporaneamente al bue.

Si tratta di un salame ad impasto consistente, a grana fine, ottenuto miscelando la carne delle bovine (tagli: brutto e buono, copertina della scaramella, copertina di spalla e copertina del carrè) con lardo di maiale, sale, spezie (pepe bianco, cannella, noce moscata), zucchero e vino Nebbiolo o Barbera.

Il Salame di Giora, di lunghezza pari a 18 cm e con diametro di 4-4,5 cm negli esemplari stagionati dal peso di 250-300 grammi, si consuma esclusivamente crudo e viene prodotto stagionalmente da dicembre a fine marzo. Viene prodotto esclusivamente da quattro produttori, tra cui l’Agrimacelleria di Bartolomeo Cravero di Carmagnola.

 

Il coniglio grigio di CarmagnolaIl coniglio grigio di Carmagnola

Razza molto diffusa negli allevamenti familiari piemontesi fino agli anni ’60, venne progressivamente abbandonata e si salvò dall’estinzione grazie ai soggetti allevati prima dall’Istituto Sperimentale per la Zootecnia e poi dalla Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Torino.

Il suo allevamento venne ripreso in seguito all’istituzione del Centro Comunale del Coniglio Grigio di Carmagnola ed attualmente è presente in numerose aziende agricole dell’areale carmagnolese, tra cui la Fattoria Didattica Cascina Bricco -dove ha attualmente sede il succitato Centro e l’Agrimacelleria di Bartolomeo Cravero.

La razza ha corporatura media (peso 4-5 kg nei maschi e 3-4 kg nelle femmine), pelliccia soffice di media lunghezza e di color grigio, centralmente di colorito più chiaro come anche sulla parte inferiore della coda. Le carni sono di delicate e di ottima qualità, pregevoli per bianchezza, finezza di tessuti, tenerezza e sapidità.
Nel 2000 è stato riconosciuto come prodotto da salvaguardare, con la costituzione del Presidio Slow Food del Peperone Corno di Carmagnola.

 

AlpestreL’Alpestre

L’ Alpestre o Arquebuse è un liquore digestivo d’origine francese, prodotto a Carmagnola dai frati Maristi fin dal 1903 mediante distillazione del liquido ottenuto dalla macerazione in alcool etilico di 33 erbe, in parte secche e in parte fresche. Durante la lavorazione non viene aggiunto zucchero. Il successivo invecchiamento in botti di rovere conferisce all’Alpestre la caratteristica colorazione paglierina (gradazione alcolica 45%).

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6. Parco Cascina Vigna

Parco Cascina VignaLa struttura comunale di Cascina Vigna, con accesso da Via San Francesco di Sales 88, sorge nel Parco pubblico della Cascina Vigna, istituito nel 1990 e a cinque minuti dal centro storico della città.

Il parco presenta scorci suggestivi su una superficie di circa 5 ettari, ospitante diverse centinaia di piante ed arbusti di oltre 40 specie, con ampi spazi per passeggiare e correre, aree attrezzate per giocare e pattinare, oltre che per uno spuntino.

 

Oltre al Museo Civico di Storia Naturale il Parco di Cascina Vigna comprende:

 

Trattoria della VignaLa Trattoria della Vigna, in locali completamente rinnovati che si affacciano direttamente sul Parco della Cascina, propone esclusivamente i piatti della cucina tipica piemontese, secondo i dettami di uno specifico capitolato d’appalto, preparati a partire dai prodotti tipici e accompagnati dai vini della nostra regione, raccolti in una raffinata enoteca.

Trattoria della Vigna (aperto pranzo e cena, chiusura lunedì sera e martedì)
Tel. 011 9710199  Cell. 339 6066629  www.trattoriadellavigna.it

 

sala-Monv-5Il Centro Congressi “Sala Monviso” (capienza 85 posti) gestito direttamente dal Comune di Carmagnola, per convegni, workshop, meeting tecnici e corsi, completamente attrezzato con le più recenti tecnologie multimediali e con 5 postazioni palco relatori. Per informazioni consultare il sito internet comunale www.comune.carmagnola.to.it

 

 

 

Incubatoio ItticoL’Incubatoio Ittico, realizzato con il contributo della Provincia di Torino, è rivolto alla produzione di trote marmorate , lucci e temoli destinati a ripopolare tutta l’ansa del Po dai confini con la Provincia di Cuneo fino alle porte di Torino. Durante il periodo di incubazione delle uova e della schiusa ad avvannotti è possibile effettuare la visita all’incubatoio fissando un appuntamento con l’Associazione Pescatori Carmagnolesi (Tel. 011 97.11.558 – 333 99.20.074 – info@riservacarmagnola.it).

 

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7. Bosco del Gerbasso

Bosco del Gerbasso Lanca San Michele 2Quest’area di circa 20 ettari posta lungo il fiume Po, restata incolta per un lungo periodo, dal 1987 venne trasformata in bosco con la messa a dimora di specie arboree, arbustive ed erbacee tipiche dei boschi naturali della Pianura Padana (farnia, carpino bianco, biancospino, prugnolo, sanguinello e viburno). Ampie radure e piccoli stagni aumentano la biodiversità ambientale. Il bosco è popolato da caprioli, tassi, volpi e moscardini. Numerosi gli uccelli che abitano il bosco e l’ampio greto del fiume (aironi cenerini, anatre, cinciallegre, cormorani, folaghe, picchi, sparviere, starne), particolarmente in autunno quando le bacche degli arbusti selvatici forniscono loro molto nutrimento.

La lanca è il braccio morto del Po formatosi in seguito ad una piena del 1977. L’evoluzione naturale e la protezione esercitata dal Parco del Po ne ha fatto un luogo ricco di flora e fauna tipica delle zone umide. La vegetazione è costituita prevalentemente da salici, ontani e tife.

Bosco del Gerbasso Lanca San Michele 1

Nella campagna tra il Po e i borghi di San Michele e San Bernardo sono presenti piccoli stagni o maceratoi, usati un tempo per macerare la canapa per poterne poi lavorare la fibra, utilizzata in particolare per la fabbricazione delle corde. Questi ristagni, in cui l’acqua è presente solo temporaneamente e in cui sono generalmente assenti i pesci, rappresentano l’habitat ottimale per invertebrati acquatici e anfibi. Oltre ai tritoni, ormai rari, qui si riproducono le raganelle ed è stato segnalato il pelobate.

 

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8. Le manifestazioni

Numerose sono le manifestazioni di carattere agricolo organizzate dal Comune nel corso dell’anno, tradizionali appuntamenti per gli agricoltori e per gli operatori commerciali dell’intera regione, nonché per migliaia di visitatori e turisti. Alla Fiera primaverile (secondo fine settimana di marzo) seguono Ortoflora e Natura (primo weekend di aprile), la Sagra del Peperone (dall’ultima settimana di agosto alla prima di settembre), la Fiera della Giora e del bovino di razza Piemontese nella settimana prima del Natale.

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