Lo Statuto

Società Orticola di Mutuo Soccorso “Domenico Ferrero”

TITOLO I: COSTITUZIONE – SEDE – DURATA – SCOPI

ART. 1 – E’ costituita una società di mutuo soccorso, ai sensi della legge 15 aprile 1886 n. 3818 e successive modifiche e integrazioni, denominata: “SOCIETA’ ORTICOLA DI MUTUO SOCCORSO DI CARMAGNOLA Domenico Ferrero” con il patrocinio del Comune di Carmagnola.

ART. 2 – La Società ha sede legale in Carmagnola, Piazza Italia presso l’Ufficio Direzione del Mercato Bestiame del Comune di Carmagnola. La Società, con delibera assunta dagli organi competenti ai sensi di legge, potrà istituire sedi secon­darie e succursali  in tutto il territorio del comune di Carmagnola.
La società ha la durata sino al 31.12.2060 (trentuno dicembre duemilasessanta) e potrà essere prorogata, a norma di legge, con delibera assembleare.

ART. 3 – La Società è retta e disciplinata dai principi della mutualità senza fini di specula­zione pri­vata e di lucro, afferma i sentimenti di solidarietà di mutuo soccorso nelle forme e con le modalità consentite dalla legge 15 apri­le 1886 n. 3818.
La società ha per scopo la solidarietà di mutuo soccorso in tutte le forme e moda­lità consen­tite dalla legge e dal presente statuto e nel ri­spetto dei princi­pi della mutualità.
In particolare essa potrà:

a) svolgere attività di previdenza integrativa e di assistenza in caso di malat­tia o morte dei propri so­ci a favore dei famigliari a proprio carico, sti­pulando, se del ca­so, convenzioni con altre­ società di mutuo soccorso o con pre­si­di e strut­tu­re sanitarie sia pub­bli­che sia pri­vate;
b) sviluppare attività culturali, sportive, ricreative e di salvaguardia del territorio anche in collabo­razione con enti e/o or­gani pub­blici o privati;
c) assicurare tutte quelle altre prestazioni economiche e previdenziali atte co­mun­que a mi­gliorare le condizioni del socio.
d) erogare contributi economici e servizi di assistenza ai soci in condizioni di disagio economico a seguito di perdita di fondi reddituali personali e familiari.
e) promuovere attività didattiche e attività di formazione per i soci, anche in collabo­razione con enti e/o or­gani pub­blici o privati, rivolte prioritariamente alla prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro;
f) incentivare attività di promozione del settore orticolo carmagnolese per valorizzare qualità e salubrità dei prodotti, favorendo il rapporto con i consumatori, anche in collabo­razione con enti e/o organi pubblici e privati;
Per la realizzazio­ne di quanto pre­visto ai punti a, b, c, d del presente articolo potrà atti­vare tutte le iniziative che si rendesse­ro necessarie purché confor­mi al presente statuto.
In particolare potrà:
a) stabilire rapporti con organismi mutualistici similari a livello loca­le, re­giona­le, na­zionale ed internazionale;
b) aderire e partecipare a consulte, consorzi, cooperative e in genere a tutte le ini­ziative ope­ranti nel settore mutualistico;
c) effettuare tutte le operazioni mobiliari e immobiliari utili al conse­gui­mento degli scopi sociali.
I limiti, le norme e i contributi per l’esplicazione delle prestazioni so­ciali sa­ranno indicati e determi­nati in apposito regolamento interno da approvarsi dall’assemblea.

TITOLO II: SOCI

CAPO I – SOCI, RESPONSABILITA’, REQUISITI, CONDIZIONI  E PROCE­DURA DI AMMIS­SIONE

ART. 4 – Il numero dei soci, d’ambo i sessi, è illimitato.
Possono essere soci ordinari della società gli imprenditori agricoli professionali residenti nel territorio del Comune  di Carmagnola che esercitino un’attività di coltivazione di superfici ortive -o in alternativa un componente del loro nucleo familiare- nonché gli imprenditori agricoli  soci del Consorzio del Peperone di Carmagnola e residenti nei comuni elencati nel Disciplinare di produzione del medesimo Consorzio.
Possono aderire alla Società come soci sostenitori le persone fisiche e giuridiche lavoratori autonomi o di­pen­denti,  pensionati,  casalinghe e  studenti di età non inferiore ai 18 anni ovunque residenti che attraverso la loro adesione hanno favorito in modo rilevante il perseguimento degli scopi della Società o intendono favorire gli scopi della Società dando un contributo economico e un sostegno.

ART. 5 – Chi desidera diventare socio ordinario deve presentare do­manda scritta al Consi­glio di Amministrazione, comunicando cogno­me e nome, qualifica, luogo, data di nascita e resi­den­za, accompagnata dalla controfir­ma di un socio ordinario.
Il Consiglio di Amministrazione, accertata l’esistenza dei requisiti ri­chiesti dalla leg­ge e dal presen­te statuto e l’inesistenza di cause di in­compatibilità, delibera in meri­to alla domanda.
La deliberazione di ammissione diventa operativa e sarà annotata nel libro dei soci solo dopo che il ri­chiedente abbia effettuato il versamento della quota socia­le.
L’ammissione alla società è a tempo indeterminato e non può es­sere di­sposta per un pe­riodo temporaneo.
Chi desidera diventare socio sostenitore deve unicamente presentare do­manda scritta al Consi­glio di Amministrazione, comunicando cogno­me e nome, qualifica, luogo, data di nascita e resi­den­za.

ART. 6 – I soci ordinari devono  versare la quota so­ciale, le tasse di ammis­sione e i contributi  de­terminati dal Consiglio di Amministra­zione.
Le quote sono nominative intrasmissibili e non rivalutabili.
I soci ordinari hanno diritto alle prestazioni previste dall’art. 3 del presente Statuto Sociale, a partecipare e a votare nelle assemblee e a quanto loro rico­nosciuto dalla legge e dal presen­te sta­tu­to.
I soci sostenitori non hanno diritto alle prestazioni previste dall’art. 3 del presente Statuto Sociale e possono partecipare senza diritto di voto nelle assemblee.

ART. 7 – La qualità di socio si perde per recesso, esclu­sione o per cau­sa di mor­te.

CAPO II – MODI DI SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO SOCIALE E CAU­SE SOT­TOSTANTI

ART. 8 – RECESSO – Il socio ordinario può recedere dalla società con preavvi­so di mesi tre a mezzo di lette­ra raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il socio sostenitore può recedere dalla società con semplice comunicazione scritta ed  il recesso farà data dall’anno successivo.

ART. 9 – ESCLUSIONE – L’esclusione sarà deliberata dal Consiglio di Amministra­zione nei con­fronti del so­cio:

a) che non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, dei regola­menti sociali, delle deli­bera­zioni legalmente adottate dagli organi so­ciali, con ina­dempimenti che non consentano la prosecu­zione, nemmeno temporanea, del rapporto sociale;
b) che, senza giustificato motivo, si renda moroso nel versamento delle quo­te so­ciali e nei pagamen­ti di eventuali debiti con­tratti ad altro ti­tolo verso la so­cietà;
c) che svolga, o tenti di svolgere, attività in concorrenza o contraria agli inte­ressi so­ciali;
d) che, ai sensi dell’art. 2043 C.C., cagioni alla società con fatti dolosi o col­posi un danno in­giusto;
e) che venga condannato con sentenza penale irrevocabile per reati infamanti o a pena che comporti l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici.

ART. 10 – Le deliberazioni prese in materia di recesso, decadenza ed esclu­sione debbono es­sere comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevu­ta di ritorno.

ART. 11 – I soci receduti, decaduti o esclusi e gli eredi del socio de­funto non hanno diritto ad alcun rimborso della quota versata e di quanto versato alla Società.
I versamenti dei soci sono comunque a fondo perduto e in nessun caso, quindi nemme­no in ca­so di scioglimento della società né in caso di mor­te, recesso o esclusione dalla so­cietà, può farsi luogo alla ripetizione di quanto versato alla società.

TITOLO III: PATRIMONIO

CAPO I – COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO ED ESERCIZIO SOCIALE

ART. 12 – Il patrimonio della società è costituito dai beni mobili e immobili quali risultano dal bi­lancio approvato dai soci in assemblea ordinaria.
Del fondo sociale una parte stabilita dal Consiglio resterà nella cassa della società allo scopo di far fronte alle spese di amministrazione dei vari fondi dell’ente e l’altra sarà impiegata a cura del Consi­glio in uno o più dei seguen­ti modi:

a) in titoli emessi o garantiti dallo Stato;
b) in cartelle di istituti o di società nazionali di credito fondiario;
c) in deposito presso le casse postali di risparmio ordinario, di istituti bancari o finanziari di prim’ordine;
d) in tutte quelle operazioni mobiliari o immobiliari utili al consegui­mento dello scopo so­ciale.
Ai sensi dell’art. 8 della legge 15 aprile 1886 n. 3818, i lasciti e le do­nazioni che la società ha conse­guito o conseguisse per un fine deter­minato ed aventi carattere di perpetuità, saranno tenuti distinti dal patrimonio sociale e le ren­dite derivanti da es­si dovranno essere erogate in conformità della de­stinazio­ne fissata dal testatore o dal donante.

ART. 13 – L’esercizio si inizia il 1° gennaio e si chiude al 31° dicem­bre di ogni anno.
Il bilancio consuntivo corredato da una relazione degli amministratori sull’andamento della gestione sociale deve essere presentato all’appro­vazione dell’assemblea dei soci entro il mese di aprile suc­cessivo alla scadenza dell’anno a cui si riferisce.
Il bilancio deve constare di due parti.
Nel conto rendite sono annotati i contributi sociali e gli altri eventuali pro­venti. Nel conto spese le prestazioni erogate, le spese generali e le altre pre­viste dal presente statuto.
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, non­ché fondi e riserve durante la vita della società, sal­vo che la destinazione o la di­stribuzione non sia­no imposte dalla leg­ge.

CAPO II

ART. 14 – Le quote sociali devono essere  versate con le modalità ed i tempi di volta in volta deliberati dal Consiglio di Ammini­strazione, sulla base delle esigenze della società.

TITOLO IV: ORGANI SOCIALI: FUNZIONAMENTI E POTERI

CAPO I – ORGANI SOCIALI

ART. 15 – Sono organi della società:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio di Amministrazione;
c) il Presidente;
d) il Collegio dei Sindaci.

CAPO II

ART. 16 – Le Assemblee sono ordinarie e straordinarie e la loro con­voca­zione a cu­ra degli ammini­stratori deve effettuarsi mediante avvi­so contenen­te l’ordine del gior­no, il luogo della convocazione nella sede sociale o in ca­so di impossibilità di utilizzo della sede sociale al­tro­ve purché nel territorio ita­liano, e la data del­la pri­ma e del­la se­con­da convocazione, che de­ve es­sere fis­sa­ta al­me­no 24 ore do­po la pri­ma, da affiggersi nei loca­li della so­cietà al­meno quin­dici gior­ni pri­ma dell’a­du­nanza. In caso di Assemblea straordinaria le convocazioni avvengono sempre anche per lettera e in caso di convocazione per scioglimento della Società per lettera raccomandata.
La convocazione dell’assemblea e la formazione dell’ordine del gior­no pos­sono es­sere richie­ste da almeno 1/5 (un quinto) dei soci ordi­nari con comu­nicazione scritta al Con­siglio di Amministrazio­ne op­pure dal Collegio dei Sindaci, se nominato.
In mancanza delle formalità suddette l’Assemblea, ordinaria o straor­dinaria, si repu­ta rego­larmente costituita quando siano presenti o rap­presentati tutti i soci ordinari e siano interve­nu­ti tut­ti gli amministratori e tutti i Sindaci ef­fettivi, se nominati.
Tuttavia, in tale ipotesi, ciascuno degli intervenuti potrà opporsi alla discus­sione de­gli argo­menti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
Alle Assemblee potrà partecipare senza diritto di voto il Direttore della Ripartizione Agricoltura -o un suo delegato- del Comune di Carmagnola in qualità di ente patrocinatore.

ART. 17 – L’Assemblea ordinaria:

a) approva il bilancio consuntivo dell’esercizio sociale ed eventual­mente il bilancio preventi­vo, la relazione del Consiglio e dei Sindaci, ove nominati;
b) procede alla nomina delle cariche sociali;
c) approva il regolamento interno previsto dallo Statuto;
d) delibera sulle responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci, ove nominati.

ART. 18 – L’Assemblea ordinaria, inoltre, delibera su tutti gli altri og­getti at­tinenti la gestio­ne so­ciale riservati alla sua competenza dallo Statuto e dalla legge.

ART. 19 – L’Assemblea ordinaria ha luogo almeno una volta l’anno en­tro i quattro mesi ed even­tualmente entro sei mesi successivi alla chiusura dell’e­sercizio sociale per l’approvazio­ne del bilan­cio qualora particolari esigenze lo richiedano.

ART. 20 – L’assemblea a norma di legge, è considerata straordinaria quando si riu­nisce per delibe­rare sulle modificazioni dello sta­tuto, sulla pro­roga della durata o sullo scio­glimento anticipato della società, sulla nomina e sui poteri dei liquidatori.
Le proposte di competenza dell’assemblea straordinaria ed il bilancio devono esse­re illustrati dagli amministratori, ai soci ordinari che ne facciano richie­sta nei dieci giorni an­tecedenti a quel­lo fissa­to per l’as­semblea che deve di­scuterli.

ART. 21 – In prima convocazione, l’Assemblea sia ordinaria che straordinaria è regolar­mente co­stituita quando siano presenti o rappresentati almeno 1/3 (un terzo) dei soci aventi diritto al voto e de­li­bera a maggioran­za asso­luta dei voti dei presenti o rappresentati.
In seconda convocazione l’assemblea sia ordinaria che straordinaria è rego­larmen­te costituita qua­lunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresen­tati aventi dirit­to al voto e delibera a maggio­ranza assoluta dei voti dei pre­senti o rappresentati su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno. In caso di scioglimento e liquidazio­ne della società, nell’assemblea straordinaria occorrerà la presen­za diretta o per de­lega della metà più uno dei soci aventi diritto al voto, ed il voto fa­vorevole della maggioranza as­soluta dei voti dei soci presenti o rap­presentati aventi diritto al voto, sia in prima che in seconda convocazione.
Tutti i soci hanno uguali diritti.
Ogni socio ha un solo voto.
Hanno diritto al voto nelle assemblee i soci ordinari che risultino iscritti nel libro dei soci da alme­no tre mesi e che sia­no in regola con il pagamento delle quote sociali.

ART. 22 – Il socio può farsi rappresentare nell’assemblea da un altro socio,  che non rivesta cariche sociali, non am­mini­stratore, o sindaco o dipendente della società, avente diritto di vo­to, me­dian­te delega scritta; ogni socio non può rappresentare più di due soci. Le dele­ghe deb­bo­no esse­re menzionate dal verbale dell’assemblea e conser­vate tra gli atti so­ciali.

ART. 23 – L’assemblea, tanto in sede ordinaria che straordinaria, è pre­sie­duta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in caso di sua assen­za o impedi­mento, da un socio elet­to dall’as­semblea stes­sa.
L’assemblea nomina un segretario e, quando occorreranno, due scru­tatori. Le deli­berazioni devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente dell’as­semblea e dal Segretario. Il ver­bale delle as­semblee in sede straordinaria de­ve essere redatto dal Notaio.

CAPO III – IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

ART. 24 – Il Consiglio di Amministrazione può essere composto da cinque a quindici membri eletti dall’Assemblea fra i soci ordinari, ai sensi dell’art. 5 del­la Legge 3818/1886.  Il Consi­glio di Amministrazione dura in carica tre an­ni. I Consiglieri sono dispensati dal pre­stare cauzione e sono rieleggibili.
Il Consiglio elegge nel suo seno:
– il Presidente;
– e può eleggere eventualmente uno o due Vice Presidenti.

Il Consiglio può delegare, determinandole nella deliberazione, parte delle proprie attribuzio­ni ad uno dei consiglieri oppure ad un comi­tato esecuti­vo.
Il Consiglio può nominare un Segretario.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente, non­ché tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui delibe­rare, oppure quan­do ne sia fatta domanda da al­meno tre consiglie­ri o dal Colle­gio dei Sin­daci, ove nominato.
Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli ammini­stratori in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti.
Le votazioni sono  palesi; a parità di voti prevale il voto del Presiden­te.
Le delibere del Consiglio devono constare da verbale sottoscritto dal Presi­dente o, in caso di sua as­senza, dal Vice Presidente più anziano presente e dal Segretario.
Alle sedute del Consiglio di Amministrazione potrà partecipare senza diritto di voto il Direttore della Ripartizione Agricoltura -o un suo delegato- del Comune di Carmagnola in qualità di ente patrocinatore.

ART. 25 – Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri sia di carat­tere or­dinario che straordinario per la gestione della società, ad ec­cezione di quelli che per legge o per statuto so­no riser­vate all’assemblea dei soci.
Spetta pertanto fra l’altro a titolo esemplificativo al Consiglio di Am­mini­strazione:

a) curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea;
b) redigere i bilanci consuntivi previsti dallo Statuto;
c) deliberare su tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’atti­vità so­ciale;
d) conferire procure speciali per singoli atti o categorie di atti;
e) assumere e licenziare il personale della società;
f) deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza e l’esclusione dei so­ci;
g) deliberare sulla partecipazione ad Enti, Consorzi, Società o organi­smi già costituiti o da costitui­re;
h) compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria ammini­strazione, fatta ec­cezione soltanto di quelli che, per disposi­zioni della legge o del presente Statuto, siano riser­vati all’assem­blea generale;
i) compilare il regolamento interno che verrà approvato dall’assem­blea.

ART. 26 – In caso di mancanza di uno o più amministratori il Consi­glio provvede a sostituir­li nei modi previsti dall’art. 2386 Cod. Civ.

CAPO IV – IL PRESIDENTE

ART. 27 – Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rap­presen­tanza lega­le e la firma so­ciale di fronte a terzi ed in giudizio. Il Presidente perciò è autorizzato a riscuotere da pubbliche ammini­strazioni, o da privati, pa­gamenti di ogni natura ed a qualsivoglia tito­lo, rilasciandone li­beratorie quietanze, aprire conti correnti ban­cari e/o postali e stipulare mutui.
Il Presidente ha anche facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti at­tive e passive ri­guar­danti la società davanti qualsivoglia autorità giudiziaria ed ammini­strativa ed in qualun­que grado di giurisdizione.
In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le sue man­sioni spettano al Vice Presidente più anziano.
Il fatto stesso che il Vice Presidente agisce in nome e in rappresentan­za della so­cietà, attesta di per sé l’assenza o l’impedimento del Presi­dente ed esonera i terzi da ogni accertamento e responsabilità in merito.

CAPO V – IL COLLEGIO DEI SINDACI

ART. 28 – La Società nominerà il Collegio dei Sindaci, ai sensi di legge, solo ove si verificassero i  presupposti per la sua obbligatorietà, o qualora l’assemblea lo ritenesse opportuno.

CAPO VI – GRATUITA’ DELLE CARICHE

ART. 29 – Le cariche sociali sono gratuite, fatta eccezione dell’e­ventuale rimborso di spese che fossero sostenute nell’interesse della società.

TITOLO V: SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

ART. 30 – L’Assemblea che delibera lo scioglimento della società pro­cede alla no­mina di uno o più liquidatori ai sensi di legge.
In caso di scioglimento della società, l’intero patrimonio sociale, risul­tante dalla liquidazione, deve essere devoluto ad altre Società di Mutuo Soccorso o da quanto previsto dalla legge 3818 del 1886 e aggiornata dall’art. 23 del Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179.

ART. 31 – Per quanto non è previsto nel presente Statuto si osserva­no le pre­scrizioni delle leg­gi in vi­gore.

 

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