Il Disciplinare di produzione del Peperone di Carmagnola

Art.1 (Denominazione del prodotto)

La denominazione “Peperone di Carmagnola” è riservata ai peperoni che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente Disciplinare di Produzione.

 

Art.2 (Descrizione del prodotto)

I peperoni denominati “Peperone di Carmagnola” devono rispondere alle seguenti caratteristiche morfologiche riconducibili alle tipologie di seguito riportate:

Ecotipo “QUADRATO”
Ibrido tipo “QUADRATO”
Ecotipo “LUNGO O CORNO DI BUE”
Ibrido tipo “LUNGO O CORNO DI BUE”
Ecotipo “TROTTOLA”
Ibrido “TROTTOLA”
Ecotipo “TUMATICOT”
Ibrido tipo “TUMATICOT”

 

ECOTIPO QUADRATO

Ecotipo quadrato

forma quadrata a tre o quattro punte;
larghezza non inferiore ad 1/3 dell’altezza;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso, ottimo contrasto con il verde;
spessore del pericarpo minimo di 4 mm;
peso unitario della bacca non inferiore ai 250 g.

 

IBRIDO TIPO QUADRATO

forma quadrata a tre o quattro punte;
larghezza non inferiore ad 1/3 dell’altezza;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso, ottimo contrasto con il verde;
spessore del pericarpo minimo di 4 mm;
peso unitario della bacca non inferiore ai 250 g.

 

ECOTIPO LUNGO O CORNO DI BUE

Ecotipo lungo o corno di bue

forma conica molto allungata, con 3-4 lobi;
forma regolare dei frutti, con superficie leggermente scanalata;
apice estroflesso;
attaccatura del picciolo leggermente infossata;
lunghezza superiore a 20 cm;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso;
spessore pericarpo minimo di 4 mm;
polpa compatta, adatta alla conservazione;
colore molto stabile nei liquidi di conserva;
peso unitario della bacca non inferiore ai 150 g.

 

IBRIDO TIPO LUNGO O CORNO DI BUE

forma conica molto allungata, con 3-4 lobi;
forma regolare dei frutti, con superficie leggermente scanalata;
apice estroflesso;
attaccatura del picciolo leggermente infossata;
lunghezza superiore a 20 cm;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso;
spessore pericarpo minimo di 4 mm;
polpa compatta, adatta alla conservazione;
colore molto stabile nei liquidi di conserva;
peso unitario della bacca non inferiore ai 150 g.

 

ECOTIPO TROTTOLA

Ecotipo trottola

forma a trottola, con punta leggermente estroflessa o con punta troncata;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso;
spessore pericarpo minimo di 4 mm;
peso unitario della bacca non inferiore ai 250 g.

 

IBRIDO TIPO TROTTOLA

forma a trottola, con punta leggermente estroflessa o con punta troncata;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso;
spessore pericarpo minimo di 4 mm;
peso unitario della bacca non inferiore ai 250 g.

 

ECOTIPO TUMATICOT

Ecotipo tumaticot

forma tondeggiante schiacciata ai due poli;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso;
spessore pericarpo minimo di 5 mm;
peso unitario della bacca non inferiore ai 150 g.

 

IBRIDO TIPO TUMATICOT

forma tondeggiante schiacciata ai due poli;
maturazione di almeno 1/3 della bacca;
sapore dolce;
colore giallo o rosso;
spessore pericarpo minimo di 5 mm;
peso unitario della bacca non inferiore ai 150 g.

 

Art.3 (Delimitazione area di produzione)

L’area di produzione del “Peperone di Carmagnola” è individuata nei seguenti 26 Comuni della provincia di Torino:
Candiolo, Cambiano, Carignano, Carmagnola, Castagnole Piemonte, Cercenasco, Chieri, Isolabella, La Loggia, Lombriasco, Moncalieri, Nichelino, Osasio, Pancalieri, Piobesi Torinese, Poirino, Pralormo, Riva presso Chieri, Santena, Scalenghe, Trofarello, Vigone, Villafranca Piemonte, Villastellone, Vinovo e Virle

e nei seguenti 10 Comuni della provincia di Cuneo:
Bra, Caramagna Piemonte, Casalgrasso, Cavallerleone, Ceresole d’Alba, Faule, Murello, Polonghera, Racconigi e Sommariva del Bosco.

Tale area si individua nell’apposita cartografia allegata.

 

Art.4 (Origine del prodotto)

Fin dalla sua introduzione risalente a circa un secolo fa, la coltura intensiva del peperone nell’area circostante Carmagnola, ha riscontrato un grandissimo interesse tra gli operatori agricoli, in quanto le ottime rese assicurate dalle ideali condizioni pedoclimatiche dell’area hanno garantito buoni redditi. Se si considera poi che la gran parte della popolazione attiva era dedita all’attività agricola, è facile intuire quanto il peperone sia diventato importante per l’economia locale. Per forza di cose, con il tempo, l’interesse per il peperone è diventato parte integrante della cultura locale. L’acquisizione di formazione ed esperienza nel settore specifico da parte degli operatori agricoli ha fatto sì che il peperone entrasse come protagonista nella storia e nella vita di tutti i giorni a Carmagnola. Per preservare tale patrimonio, e garantire al consumatore i requisiti del prodotto fissati nel presente disciplinare, dovrà essere posto in essere un sistema per la tracciabilità delle fasi di produzione ed il relativo controllo. Al riguardo i produttori di peperoni e le particelle catastali su cui avviene la coltivazione, verranno iscritti in appositi elenchi gestiti dall’organismo di controllo di cui al successivo art.7. Lo stesso organismo, opererà i controlli definiti in un apposito piano.

 

Art.5 (Metodo di ottenimento del prodotto)

Epoca di semina: la semina viene effettuata dall’ultima decade di dicembre alla fine di marzo. Per la semina, utilizzando esclusivamente seme delle tipologie descritte nell’art.2, vengono seguite due procedure in ambiente forzato:

secondo il metodo tradizionale: semina su “letto caldo”; allo stadio di 4-6 foglie le piante vengono ripicchettate in piena terra sotto tunnel (serra fredda) a partire dalla prima decade di aprile e successivamente poste a dimora a partire dalla prima decade di maggio.
semina in vivaio di sementi di provenienza aziendale e successive cure colturale fino al momento della messa a dimora.
Trapianto: le piante dopo la procedura 1 o 2 vengono trapiantate a file sotto i tunnel a partire dalla prima decade di marzo e in pieno campo a partire dalla prima decade di maggio, a fila singola. E’ esclusa la coltivazione fuori suolo.
A inizio allegagione le piante vengono tutorate.

 

Art.6 (Legame con l’ambiente)

Il Peperone di Carmagnola viene coltivato in una delle aree più fertili del Piemonte, con superfici da pianeggianti a leggermente ondulate caratterizzate da suoli profondi, ben drenati e facilmente lavorabili, di medio impasto. Il clima continentale, contraddistinto generalmente da estati molto calde a precipitazioni contenute risulta estremamente favorevole alla coltivazione del peperone.
Il forte legame con la cultura locale viene manifestata da attività che vanno oltre la pura e semplice pratica agronomica.
Ne sono testimonianza, le manifestazioni, le fiere, l’arte e gli aneddoti spesso incentrati sul peperone, per non parlare della cucina locale che si caratterizza fortemente per la presenza quasi ossessiva di questo ortaggio.
Il presente Disciplinare ha il compito di tutelare oltre alla denominazione geografica, anche l’aspetto culturale legato al peperone, per evitare che l’evoluzione rapidissima dei costumi possa lacerare questa grande tradizione, elemento che distingue, caratterizza ed identifica la popolazione dell’area circostante Carmagnola.

 

Art.7 (Organismo di controllo)

Le verifiche di rispondenza del prodotto alle disposizioni del disciplinare verranno svolte da un organismo di controllo conforme alle disposizioni dell’art.10 del Reg. CEE 2081/92.

 

Art.8 (Commercializzazione, confezionamento ed etichettatura)

La commercializzazione del Peperone di Carmagnola, allo stato fresco e trasformato, dovrà avvenire in idonei contenitori sui quali dovrà essere indicata la dicitura, a caratteri almeno doppi rispetto a quelli di altre iscrizioni, “PEPERONE DI CARMAGNOLA”, oltre agli estremi previsti dalle normative vigenti in materia di identificazione del prodotto. L’uso delle diciture di cui sopra, per prodotti trasformati è consentito esclusivamente nelle produzioni che non contengano peperoni di altra origine.
E’ autorizzato l’uso del logo identificativo specifico ed univoco del “Peperone di Carmagnola” di cui al successivo art.10. Tale logo dovrà essere apposto sui contenitori previsti dal presente Disciplinare o direttamente sul prodotto stesso.
E’ consentito tuttavia l’uso di indicazioni che facciano riferimento a marchi privati e nomi di fattorie o località dai quali effettivamente provengano i peperoni. Purché non abbiano significato laudativo.
Nei mercatini e nelle esposizioni allestite dal Consorzio del Peperone di Carmagnola in occasione di sagre, fiere e manifestazioni di promozione dei prodotti tipici è tassativamente vietato esporre e commercializzare produzioni derivate da ibridi, limitando l’esposizionel le degustazioni e la commercializzazione ai Peperoni di Carmagnola afferenti ai quattro ecotipi tradizionali.

 

Art.9 (Utilizzo della denominazione per i prodotti derivati)

I prodotti elaborati o trasformati di “Peperone di Carmagnola”, così come quelli che lo contengono come componente, potranno fare riferimento alla denominazione protetta a condizione che vengano garantiti:

l’esclusivo utilizzo di “Peperone di Carmagnola” certificato;
l’esclusivo utilizzo di Peperone di Carmagnola nell’ambito della propria categoria merceologica;
l’inserimento nell’apposito piano di controllo di coloro che intendano produrre prodotti elaborati derivanti dall’utilizzo del Peperone di Carmagnola, e l’iscrizione degli stessi in un apposito Registro attivato, tenuto ed aggiornato dall’organismo di controllo;
l’etichettatura e la tracciabilità di cui al presente disciplinare.
Negli altri casi il prodotto a denominazione geografica protetta dovrà essere considerato un ingrediente e quindi trascritto insieme agli altri componenti sulla base della normativa vigente in materia di etichettatura.

 

Art.10 (Logo)

Il logo è costituito da una macchia rossa che simboleggia il cuore del peperone con in cima uno sberleffo di colore verde che conferisce movimento e che nella realtà raffigura il picciolo della bacca. Il disegno è leggermente inclinato verso destra per dare maggior dinamismo alla raffigurazione simbolica.

Autore: Coco Cano (1996)

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